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Rappresentazione visiva dell'articolo: Diventare consulente finanziario: un percorso professionale

Autore: Banca Widiba

Data di pubblicazione: 20 aprile 2026

Diventare consulente finanziario: un percorso professionale

Il consulente finanziario è la figura che affianca il cliente per la gestione dei suoi risparmi: un compito che richiede lo sviluppo di notevoli competenze tecniche, ma anche di numerose “soft skills”, come ascolto ed empatia. Si tratta infatti di una professione che da una parte prevede un’ampia conoscenza delle materie economico-finanziarie, dall’altra capacità relazionali di rilievo.

Tuttavia, le competenze non bastano: per diventare consulente finanziario bisogna certificare le proprie conoscenze attraverso un percorso definito e continuare ad affinarle anche durante la professione.

Il seguente articolo è una guida sul percorso da seguire in quattro step per diventare un consulente finanziario: dal percorso di studio all’aggiornamento professionale.

1. Il percorso di studio

Per diventare consulente finanziario è richiesto un diploma di istruzione secondaria superiore. Non è obbligatoria la laurea, ma risulta particolarmente utile per acquisire le competenze, soprattutto di natura tecnica, necessarie per svolgere la professione.

Il percorso ideale richiederebbe quindi una laurea triennale o ancor meglio magistrale in Economia con specializzazione in materie di natura finanziaria.

Gli esami di finanza, sul mercato mobiliare e di private banking sono infatti molto importanti per avere una preparazione generale su come funzionano i mercati e gli strumenti finanziari scambiati. Azioni, obbligazioni, fondi, derivati, sono tutti strumenti che vengono approfonditi in questo tipo di materie e che rappresentano un elemento importante da conoscere per esercitare la professione.

2. L’avvio della professione

La prima scelta che occorre fare per avviare la professione è tra lavorare per conto di un intermediario oppure in autonomia. Infatti, esistono due tipologie di consulenti finanziari: il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede e quello autonomo. Il primo opera per conto di un soggetto abilitato (come intermediari finanziari, SIM, SGR e banche). Il secondo invece è una figura indipendente, che può svolgere la professione da sola oppure insieme ad altri consulenti indipendenti tramite una società di consulenza finanziaria.

Si tratta di una decisione molto importante da prendere, perché rispecchia attitudini e aspirazioni diverse. Richiede quindi una valutazione dei propri obiettivi e del contesto in cui si vuole operare: se si preferisce lavorare in totale autonomia o con il supporto di una rete.

3. L’esame

Il passaggio decisivo per essere riconosciuti a livello nazionale come consulente finanziario è però il superamento dell’esame OCF,ossia dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari. L’organismo ha un proprio albo dove sono indicati tutti i soggetti riconosciuti, che possono appartenere a tre diverse sezioni: consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, consulenti finanziari autonomi o società di consulenza finanziaria.

L’esame corrisponde a un quiz di 60 domande a risposta multipla scelte da un database di 5.000 domande aggiornato periodicamente. Le domande ricoprono diversi temi, come matematica finanziaria, diritto dei mercati finanziari, ma anche tributario, privato e commerciale e altre materie che si possono approfondire su libri ad hoc per sostenere l’esame. Chiaramente, un previo studio delle materie all’università può rappresentare un importante vantaggio. 

Il superamento dell’esame permette di essere iscritti all’albo in una delle sezioni precedentemente descritte, consultabili online tramite il portale OCF.

4. Cosa succede una volta iscritti all’albo?

Una volta iscritti all’albo è necessario pagare, ogni anno, una quota contributiva. Il mancato pagamento può comportare la cancellazione dal registro.

Se si dovesse decidere di non intraprendere più la professione, è comunque possibile mantenere la propria iscrizione all’albo pagando la quota annuale, lasciandosi aperta la possibilità di riprendere il ruolo.

Se invece si decidesse di lavorare a tutti gli effetti come consulente, non basta superare l’esame. Questo mestiere infatti richiede una formazione costante e un aggiornamento continuo di competenze tecniche e soft skills. I diversi intermediari prevedono corsi ad hoc, come l’Accademia delle Competenze di Banca Widiba: un percorso formativo rivolto ai nuovi ingressi.

Infine, se si esercita la professione di consulente abilitato all’offerta fuori sede, per poter vendere prodotti assicurativi è necessario sostenere un altro esame (più semplice): quello per ottenere l’abilitazione IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. La normativa italiana, infatti, prevede una netta distinzione tra intermediazione finanziaria e assicurativa.

In conclusione

Diventare consulente finanziario richiede studio, costanza e lo sviluppo di competenze significative. Ma si tratta di una professione che può anche essere gratificante e stimolante, se si riesce a interiorizzare gli insegnamenti che si acquisiscono lungo il percorso.

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